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Fiasco (1988)

de Imre Kertész

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Séries: Fatelessness (book 2)

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316883,758 (3.74)11
A young man returns home from a Nazi concentration camp to find his country has been taken over by the Soviets.
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L’immagine in copertina dell’edizione Feltrinelli rende molto bene l’idea del libro: c’e’ un uomo (ma non dietro la rete, quindi imprigionato), ma compreso nella trama della rete: ne fa parte comune… ed allora, puo’ uscirne? (... e poi?)

Alcuni brani (in disordine e per senso o significato):

Procuro di infilarmi sempre meglio sotto queste rovine, perche’ mi ricoprano completamente - che altro potrei fare? (273)

Per un certo tempo - prima che si decida a intraprendere la strada che lo portera’ verso il basso -, come per riposare, si ritira nel suo fallimento, come un’aquila malata nel suo nido, con un’ala rotta ma lo sguardo ancora acuto per scrutare, in cerca di una preda, il campo devastato delle verita’ e delle autogiustificazioni. (281)

Sisifo - dice il racconto - dobbiamo immaginarcelo felice. Certo. Ma anche lui e’ minacciato dalla misericordia. Sisifo - e l’Arbeitsdienst - sono eterni, e’ vero; ma la roccia non e’ immortale. Attraverso un cammino aspro, in tanti ruzzolamenti, prima o poi si consuma, e Sisifo un bel giorno si scopre a fischiettare distratto e a scalciare davanti a se’, nella polvere, niente piu’ che una pietruzza grigia. (282) (A questo, Camus non ci aveva pensato!)

“E rifletto su quando sarebbero iniziati questi fastidi. Non so perche’, ma sembra che abbia un effetto tranquillizzante sull’uomo il fatto di conoscere il principio, un punto di appoggio qualsiasi, anche ingannevole, nel tempo, che da quel momento si puo’ chiamare motivo. Se ci sembra di averne trovato la causa, ogni problema ci appare logico. (28)

Si’, ormai sono ridotto a questo, se cosi’ vi pare, sono caduto cosi’ in basso che mi accontenterei di qualsiasi cosa, della congiunzione astrale al momento della mia nascita, del codice decisivo del mio DNA, del segreto che a sua volta nasconde segreti, del mio gruppo sanguigno; di qualsiasi cosa, davvero, a cui potrei accennare di si’ con il capo oppure, in mancanza di meglio, rassegnarmi, almeno… (72-3) (ricorda Jim Morrison)

Da quando era arrivato da quelle parti, Koves aveva sempre dei problemi con la misura del tempo, finche’ ci viveva dentro gli sembrava infinito, ma se ci pensava come a un tempo passato gli pareva nulla, per il suo contenuto sarebbe bastata una sola ora, certamente - gli passava adesso per la testa - per un’altra, una piu’ reale, diremmo piu’ densa vita sarebbe bastata una sola ora crepuscolare e oziosa, come prima di cena, quando non si ha niente di meglio da fare e comunque fa lo stesso, e infine - passo’ di sfuggita per la mente a Koves - forse un’intera generazione sarebbe vissuta ripensando alla propria vita come qualcosa che avrebbe potuto sistemare anche in una sola ora, mentre il resto non sarebbe stato che un’inutile perdita di tempo, circostanze difficili, conflitti - e perche’ mai? (196)

Perche’ - Signore e Signori! - noi qui, nel mondo, ci siamo disperatamente fatti rinchiudere tra di noi, nella miserabile solidarieta’ cameratesca; tutto cio’ che succede ha tanta importanza che noi non possiamo piu’ farlo dileguare, annullarlo, negarlo davanti agli altri. Dobbiamo assumerci la responsabilita’ di noi stessi e delle nostre storie - e neanche nel caso piu’ estremo ci rimane altro da fare che riflettere su come possiamo, nella data situazione, cavarcela, con il minor danno possibile per quanto abbiamo commesso. (242) (anche Dostoevskij)

( )
  NewLibrary78 | Jul 22, 2023 |
Dato alle stampe alle soglie dei grandi mutamenti del 1989, "Fiasco" è imbevuto di uno dei più grandi timori dell'uomo dell'est europeo: il fallimento della libertà, che si presenta, dall'altra parte del muro, come il fallimento della ricerca della felicità. Un fallimento, un fiasco, in cui si riconosce anche lo scrittore. Imre Kertész, nato a Budapest nel 1929, deportato ad Auschwitz e liberato a Buchenwald nel 1945, ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 2002. Kertész impiegò circa dieci anni a scriere "Essere senza destino" (pubblicato in Ungheria nel 1975 e ignorato fino alla fine degli anni Ottanta), il primo capitolo dell'ideale trilogia che prosegue con "Fiasco" (1988) e "Kaddish per un bambino non nato" (1989). (fonte: ibs)
  MemorialeSardoShoah | May 2, 2020 |
An intriguing book about a writer who has to write, has written or will write a novel. Mysterious, yes? :)
The author tells about an author that has written a book and later the book itself appears and has as subject .... an author needing to write a book. Towards the end, the book is written, past tense and present tense get together and the author (the first, but also the second) drops dead.
Kertész uses this story in a story to tell another one: the oppression by the communist regime, the past horrors by the nazis in Budapest, the not so free speech, telling each other messages in a cryptic style like "things have changed" .... "why has it changed?" .... "will we ever find out?" .... "you're right, we won't" .... "anyhow, it's not important ..."
It is clear that there is a lot of mocking the system ongoing without ever really mentionning it and leaving unexplained if the story is really in Budapest or somewhere else, brilliantly formulated by Kertész.
So this book is rather brilliant in it's setup, but gets sometime a bit tiring for the reader. Not your five minute read on a bus, but a true masterpiece for the lovers of political and social irony, books on book writing, and observations of the human, twisted, mind. ( )
1 vote Lunarreader | Aug 29, 2016 |
Nel secondo lavoro della trilogia di Kertész, intermedio tra “Essere senza destino” e “Kaddish per un bambino non nato”, lo scrittore ungherese procede ad una forte rivisitazione sia sotto il profilo stilistico che contenutistico. Fiasco è un racconto serrato nel ritmo narrativo, incredibilmente minuzioso nel racconto dei particolari, denso e difficile; un romanzo nel romanzo, il ritorno alla normalità dell’autore di essere senza destino viene impedito dalle durezze del regime ungherese, per lo strano destino di una generazione, letteralmente passata dalla follia del nazismo a quella del comunismo. Koves, lo scrittore, deve scrivere un libro per poter acquisire lo stato di autore e poter accedere alla pensione riservata agli stessi. Fiasco, nelle ambizioni di Koves, è un pessimistico viaggio nella quotidianità che ripercorre alcuni passi dell’Ulisse, soprattutto nella meticolosa ricerca del particolare del giorno qualunque, e del processo, nel trasferire il senso oppressivo dello stato, lettera minuscola non casuale. Ma nel corso della lettura non ho mai provato il senso di trovarmi di fronte ad un libro essenziale, anzi. ( )
  grandeghi | Nov 3, 2015 |
This book, like the rest of Kertesz's work, should be read by everyone who loves literature. Absolutely amazing. ( )
  inaudible | Apr 19, 2011 |
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Nome do autorFunçãoTipo de autorObra?Status
Imre Kertészautor principaltodas as ediçõescalculado
Buda, GyörgyTradutorautor principalalgumas ediçõesconfirmado
Kammer, HenryTradutorautor principalalgumas ediçõesconfirmado
Relle, AgnesTradutorautor principalalgumas ediçõesconfirmado
Sciacovelli, A.Tradutorautor principalalgumas ediçõesconfirmado
Zaremba, CharlesTradutorautor principalalgumas ediçõesconfirmado
Zaremba-Huzsvai, NataliaTradutorautor principalalgumas ediçõesconfirmado
Wilkinson, TimTradutorautor secundárioalgumas ediçõesconfirmado

Pertence à série

Fatelessness (book 2)

Pertence à série publicada

rororo (22909)
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Epígrafe
Dedicatória
Primeiras palavras
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The old boy was standing in front of the filing cabinet.
Citações
Últimas palavras
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(Clique para mostrar. Atenção: Pode conter revelações sobre o enredo.)
Aviso de desambiguação
Editores da Publicação
Autores Resenhistas (normalmente na contracapa do livro)
Idioma original
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CDD/MDS canônico
LCC Canônico

Referências a esta obra em recursos externos.

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